Fiera del Libro LGBT

Cos'è la cultura gay, lesbica e trans

Francesco Gnerre

Uno degli aspetti più interessanti della storiografia e della cultura degli ultimi decenni è l’emergere di minoranze precedentemente trascurate dalla cultura ufficiale. Ognuna di queste minoranze ha elaborato una sua cultura a partire dalla consapevolezza di sé. Sono nati così i cosiddetti ‘studi culturali’ (le donne, i neri, i popoli post-coloniali, i gay e le lesbiche, ecc.).

Le obiezioni da parte della cultura ufficiale a questi studi sono:

  1. che la cultura è una e universale,
  2. che gli studi delle minoranze si prestano ad un uso politico che può facilmente deformarne la scientificità.

A queste obiezioni si può ribattere facilmente:

  1. che la pretesa universalità è una mistificazione: la cultura che si ritiene universale è quella prodotta dal maschio, bianco, colonialista, eterosessuale, sessista e i nuovi gruppi sociali non sono più disposti a sentire discorsi che li emarginano. Pretendono di avere un loro punto di vista e una loro visione del mondo.
  2. Quanto alla cosiddetta deformazione dell’integrità scientifica, si può rispondere serenamente che l’esclusione delle minoranze da parte di gran parte della cultura ufficiale non era essa stessa una distorsione scientifica? La loro inclusione oggi corregge una precedente ‘distorsione’ che era ‘politica’. E poi appare ormai pacifico che la rivendicazione di diritti va di pari passo con la rivendicazione di una tradizione. Si rende necessario riscrivere la storia e la cultura, fondare una ‘tradizione degli oppressi’ che fino ad oggi non hanno avuto voce.

È in questo contesto che nascono gli studi gay e lesbici e si afferma l’idea di una cultura gay e lesbica che si propone di combattere lo stigma omofobico che ha caratterizzato la cultura ufficiale e di riappropriarsi di discorsi di cui i gay e le lesbiche sono stati defraudati. Fino ad oggi a parlare infatti di gay e lesbiche erano gli eterosessuali ai quali sembrava che spettasse l’esclusiva elaborazione del sapere relativo alla sessualità. Ancora oggi (si pensi a certi programmi televisivi) se parlano un prete, uno psicologo, ecc. il discorso è ‘universale’ e ‘scientifico’ (?) , se parla un gay il discorso viene presentato come parziale.

Quindi sì, esiste una cultura gay e lesbica, è quella che i gay e le lesbiche stanno elaborando sia come “auto-conoscenza” che ha il compito anche di aiutare la comunità omosessuale a riconoscersi , a liberarsi dall’omofobia interiorizzata, sia come contro sapere correttivo della distorsione eterocentrica, cioè dei discorsi che pongono l’eterosessualità come posizione dominante e naturale. Comunque, che queste trasformazioni possano avvenire dopo aver letto qualche libro e basta è illusorio.

Dicono di Bookout...

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