Fiera del Libro LGBT

Cultura o sottocultura?

Francesco Gnerre

La letteratura italiana di argomento omosessuale è stata caratterizzata, più di quella di altri paesi, da censure e autocensure ed è scattato spesso un processo di differimento in cui l’autore rimandava ad un altro momento, magari a dopo la morte, la pubblicazione della sua opera “proibita”. Questa difficoltà ad essere se stessi è scomparsa?

A me non pare, se ancora oggi, 2010 - per fare il primo esempio che viene in mente - viene pubblicato un romanzo di argomento gay scritto negli anni Cinquanta, che l’autore, stimato professore universitario, fino ad oggi si è vergognato di pubblicare. Mi riferisco al romanzo di Francesco Orlando, La doppia seduzione (Einaudi, 2010). Il fatto è che la cultura gay e lesbica che abbiamo elaborato dagli anni Settanta in poi, non è entrata nella cultura mainstream, ha trovato davanti a sé un muro di gomma e l’omosessualità è rimasta un argomento apparentemente sdoganato, ma di fatto ancora tabù. Se uno va a Parigi vede in tutte le edicole la copertina della rivista ‘Tetu’ e l’adolescente francese sa che si può essere gay o etero (sono circa dieci anni che la legge francese prevede i pacs), in Italia se uno è gay si deve cercare la propria rivista tra le pubblicazione pornografiche, con tutto quello che ne consegue. La cultura mainstream o tace dell’omosessualità o ne veicola immagini distorte che rafforzano tutti i pregiudizi radicati da secoli di mistificazioni.

In altri paesi europei, dove c’è stata una reale trasformazione culturale, con conseguente legittimazione anche legale, essere omosessuale comincia veramente a non avere più alcuna rilevanza e si può essere omosessuale e primo ministro come in Islanda, omosessuale e sindaco di una grande città come a Parigi o a Berlino, omosessuale e vice cancelliere come in Germania, senza scandalo alcuno. In Italia essere omosessuale è considerata ancora una caratteristica che è meglio non far emergere troppo (per una forma di omofobia interiorizzata, per non inimicarsi qualche amico cardinale o per paura di pregiudicare la propria carriera) o addirittura un’infamia da nascondere come dimostrano il “ caso Marrazzzo” e il “caso Boffo” che hanno appassionato in maniera volgare la stampa italiana fra la fine del 2009 e gli inizi del 2010 senza che né gli interessati, né i loro amici intellettuali mainstream abbiano avuto il coraggio di far cadere la maschera dell’ipocrisia.

Secoli di repressione e di cultura eterocentrica non si cancellano con la dichiarazione di un po’ di tolleranza da parte di poche persone. Le lesbiche e gli omosessuali che sognano un mondo basato sul rispetto di tutti debbono produrre cultura a partire dalla loro visione del mondo, veicolare questa cultura, smontare le incrostazioni eterocentriche e questo non si fa in poco tempo. Se si è consapevoli che la cultura fino ad ora è stata eterocentrica e si vuole realmente veicolare una diversa sensibilità, bisogna inventarsi favole che prevedono amori tra persone dello stesso sesso accanto a quelle di sesso diverso, e farle leggere pure ai bambini per non farli crescere omofobi e così di seguito. Insomma le persone glbt che vogliono impegnarsi a costruire un mondo diverso ne hanno libri da leggere e lotte da fare, a cominciare dalla costruzione della storia e della cultura lesbica e gay. Per ogni individuo essere parte di un passato e di una cultura è parte fondamentale del processo di formazione della propria identità. Non avere una storia condivisa, non sentirsi parte di un’eredità del passato è come guardarsi allo specchio e non vedere nulla. E questa è ancora oggi la situazione di tante lesbiche e di tanti gay. E la storia di una cultura lgbt è tutta da scrivere e da conoscere.

Dicono di Bookout...

Calendario

L M M G V S D
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31