Fiera del Libro LGBT

La passione di un editore antiquario lgbt

Luca Locati Luciani

Se l'"editoria lgbt" vi sembra un settore di nicchia, e quello dei libri antichi lo è di sicuro, avete mai saputo che esistono librerie antiquarie specializzate nei testi a tema lgbt? E che c'è anche qualcuno che si è messo a (ri)stamparli da sé, motivato dalla passione per il libro come oggetto da tenere tra le mani, sfogliare, leggere, ammirare? David Deiss, libraio antiquario del Vermont (Elysium Press), risponde alle domande di Luca Locati Luciani per Bookout, e ci racconta la sua storia e quella della sua passione.

(Luca Locati Luciani) Quando hai iniziato la tua attività come libraio antiquario specializzato in tematiche lgbt?

(David Deiss) Credo di aver iniziato intorno al 1992. Di professione sono avvocato, da anni, però ero appassionato di libri realizzati con metodi artigianali o di un certo pregio, e decisi di curare un'edizione de "Les enfants terribles" di Jean Cocteau con illustrazioni inedite. Lo pubblicai come edizioni Letterpress e fu un fiasco commerciale, così decisi di imparare come stampare un libro per conto proprio. Fortunatamente, vivo vicino a un'università con un buon laboratorio di stampa, cui potevo avere accesso, per cui spesi l'anno seguente stampando a mano un'opera inedita di uno dei miei scrittori preferiti, Denton Welch ("A lunch appointment"). Mi piaceva l'idea di creare libri stampati a mano e comprai una pressa per stampa a mano (e poi un'altra) e iniziai a stampare un libro all'anno circa. Sfortunatamente era, ed è, difficile trovare un mercato per questo genere di libri, così iniziai a compilare un piccolo catalogo per vendere libri che avevo in doppia copia, anche come veicolo per finanziare e meglio pubblicizzare le edizioni curate da me. Molti dei miei primi clienti avevano i miei stessi interessi, e iniziai a crearmi una cerchia di clienti (sia privati che biblioteche) interessati a comprare sia le mie edizioni sia libri a tema lgbt rari o fuori catalogo. Man mano che divenni più esperto nel ramo dell antiquariato librario, cominciai a spendere più tempo alla ricerca di libri, con l'idea di rivenderli o ripubblicarli. Attualmente, la mia attività principale è quella di libraio antiquario, ma pubblico ancora libri ogni anno circa, sebbene mi manchi creare libri stampati a mano (ho problemi alla schiena ed è un lavoro che richiede un notevole sforzo fisico).

Perché hai deciso di specializzarti in particolare su questi temi? Sei stato un collezionista prima ancora di essere un venditore?

(DD) Non sono mai stato propriamente un collezionista, ma ho sempre avuto le mie preferenze, il periodo tra le due guerre, figure di espatriati ed eccentrici come Denton Welch, Stephen Tennant, Tchelitchew e la sua cerchia, Lord Berners, Edward James. Erano tutti scrittori/artisti gay, anche se mi interessa di più il contenuto delle loro opere piuttosto che la loro sessualità, anche se è innegabile che questa abbia influenzato il loro lavoro. La "sensibiltà gay" è qualcosa di molto interessante da esplorare, anche quando l'opera è scritta da un autore non gay.

(LLL)In Italia nessun libraio antiquario ha mai osato far uscire un catalogo di libri solo a tematica lgbt. Qual è la tua opinione sul mercato del libro d'antiquariato in Italia?

(DD)Posso dire poco a proposito, ho pochi clienti collezionisti in Italia e il mercato per il mio ramo specifico è in generale piccolo in tutto il mondo. Non c'è un grande ricambio di clientela e non c'è molto interesse per la storia letteraria gay, sebbene escano molte ristampe di opere passate. Ci sono poi pochi venditori specializzati su questi temi, e internet ha facilitato le cose per i compratori ma non per chi vende.

(LLL) Negli USA avete mostre mercato del libro raro e d antiquariato con temi d'interesse lgbt?

(DD) No, non mi risulta ci sia nulla, almeno che io sappia. Ci sono fiere per libri editi recentemente, ma questo è un mondo che richiede molta pubblicità, anche online su social network e blog, tutte cose che non m'interessano. La mia filosofia è che i buoni libri si debbano vendere da soli, per quanto questo solitamente non sia quello che succede. Amaramente noto che la vita sugli scaffali dei i libri appena pubblicati è spesso incredibilmente corta. Alcuni dei miei libri hanno venduto bene – "Tchelitchew" è stato un libro presente sul circuito commerciale e ho buone speranze anche per "The Obscene Diary", in uscita a breve.

(LLL) Recentemente in Italia molte librerie che si occupavano solo di temi lgbt sono state costrette alla chiusura. Nelle grandi librerie troviamo solo pochi libri con questi temi, e perlopiù non in spazi a loro dedicati (per essere esatti ci sono spazi specifici, ma questi sono spesso di materiale non letterario, e scarsamente aggiornati). Un lettore (o una lettrice) quindi che cerchi un'opera con queste tematiche a volte ha difficoltà nel trovarla. Qual è invece la situazione negli USA, e cosa pensi della necessità di avere anche nelle librerie mainstream spazi per materiale lgbt adeguati e aggiornati?

(DD) Qui abbiamo gli stessi problemi, ed è un tema controverso. Conosco alcuni scrittori gay che non vogliono vedere i loro libri posizionati in una eventuale "sezione lgbt" poiché si sentirebbero inseriti in uno stereotipo e vedrebbero il loro lavoro "ghettizzato". Questo però significa anche che è più difficile (in particolar modo per l'utenza più giovane) trovare materiale lgbt poiché mancano spazi dove trovarlo, o almeno farlo con facilità. Inoltre oggigiorno siamo talmente sovraesposti alle informazioni anche sui libri in uscita che internet ci fornisce, che un lettore, anziché essere aggiornato, spesso finisce per sentirsi disorientato.
Molti dei miei libri sono invisibili perché io non sono interessato nello spender tempo pubblicizzandoli, e quindi mi baso perlopiù sul passaparola, che a volte funziona, a volte no.
Non credo che internet mi possa esser utile in qualche modo. Di certo non ho né il tempo né l'interesse per buttarmi in un mare d'immondizia commerciale per pubblicizzare le mie edizioni.

(LLL) Come editore, che metro usi per decidere quale opera pubblicare?

(DD) Ho fatto solo qualche "riedizione" di libri già editi in passato e la mia preferenza va nel pubblicare materiale inedito, soprattutto cose che rientrino nei miei gusti – Denton Welch è un ottimo esempio.
In generale pubblico materiale che possa interessarmi, a volte inusuale, o semplicemente che mi trasmetta qualcosa. Di solito sono io a cercare ciò che m'interessa e solo raramente scomodo autori contemporanei (David Leavitt, David Plante e Paul Bowles sono eccezioni che confermano la regola). Non ho stampato molti libri a mano ultimamente poiché è piuttosto costoso e laborioso, inoltre spesso ci vado in perdita. Questi miei libri sono quindi da ritenersi più delle opere fatte con il cuore, neppure parto con l'idea di farci dei profitti.
Fortunatamente, il commercio di libri rari va piuttosto bene e riesce a controbilanciare questi progetti, e spero che questo possa continuare ancora a lungo. Più di sperare non posso fare molto altro, mi dispiace dirlo, ma di natura non sono un ottimista.

(LLL) Un libro di estrema rarità che hai sempre sognato di avere…

(DD) In testa ho un paio di titoli, sicuramente la prima edizione dell "Alcibiade fanciullo a scola" (1652) di Antonio Rocco sarebbe molto gratificante da avere.

(LLL) Grazie per il tempo che ci hai dedicato, e in bocca al lupo per le tue ricerche bibliofile!

Dicono di Bookout...

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