Fiera del Libro LGBT

Ologramma con gatto nero

Dante G. Munafò
Editore: 
Editrice Zona
Ologramma con gatto nero

Cambio canale. C’è in studio l’onorevole ospite, coinvolto con i figli – bisbiglia un giornale di pettegolezzi – in un’indagine su usura e tangenti;
il giornalista d’assalto riferisce compunto i messaggi di solidarietà di esponenti del Gran Consiglio e della Santa Ecclesia Universale, poi va dritto al sodo e gli chiede se preferisca i piatti tradizionali o la nouvelle cuisine. That’s all folks! Musichetta. Infine eccola la foto del morto: Diego De Giorgi, 32 anni, ex poliziotto, è stato trovato sgozzato in un appartamento del quartiere Obbligazioni, di proprietà di un bibliotecario. Indagini in corso, privilegiata la pista dei complotti antigovernativi. Fine.

Rocco Billemi, bibliotecario, si sveglia una mattina accanto al cadavere di Diego De Giorgi, poliziotto implicato nei disordini di una manifestazione con molti partecipanti feriti e picchiati e altri scomparsi, fra i quali il compagno di Rocco. Anche Geraci, il sovrintendente incaricato delle indagini dal commissario Rosaria Garofalo, aveva partecipato a quella manifestazione.

Il commissario però non riesce a trovare prove decisive contro Rocco e, convinta ch'egli sia in contatto con gruppi eversivi, lo ricatta per ottenere informazioni. Frattanto Geraci scopre che il collega ucciso frequentava negli ultimi tempi una prostituta transessuale.

Un romanzo ambientato in una ipotetica Sacra Italia Futurista, scritto in due tempi - dallo stesso autore, a quattro mani con sé stesso - dai sedimenti di una storia che, pur nei suoi eccessi, ha del verosimile, e che riecheggia temi e questioni di stretta attualità, tra “personale” e “politico”.

Commenti

recensione di D. Dalmas (www.anobii.com) di "Ologramma con gatto

1 Recensione (www.anobii.com)

Stelle: tre e mezza

Romanzo giallo-fantascientifico-distopico-glbt-orwelliano: c’è il morto, la polizia, l’indagine e pure l’investigatore affascinante; ci sono ologrammi, Mega-Brain e altri pervasivi mezzi di controllo; c’è la Sacra Italia Futurista dove le città hanno perso nomi e identità: Urbe 7, Urbe 19...; c’è la società futura – ma di poco – fondata sull’odio per la diversità sessuale. Preme sull’esasperazione di tratti dolenti-preoccupanti del nostro presente: rielaborazione in questa chiave degli eventi del G8 di Genova, stato poliziesco-teocratico-fascista-mediatico (Sacra Italia Futurista), difficilmente distinguibile dalla Santa Ecclesia Universale; frequenti epigrafi da canzoni (Tenco, De André, Nomadi, Rokes) e – soprattutto nelle parole di Rocco Billemi – citazioni più o meno nascoste della tradizione poetica fino almeno a Montale. Si alternano capitoli in prima persona (appunto la voce del protagonista Rocco Billemi), più descrittivi, ragionanti o lirici, e capitoli che costruiscono la vicenda, fitti di dialoghi, che esplorano soprattutto l’ambiente poliziesco e quello omosessuale semiclandestino.
Mi piace meno quando l’impeto polemico o teorico abbassa la compattezza del mondo costruito, ma il romanzo non è solo “interessante”, è anche efficace, soprattutto dopo qualche capitolo, quando lo spessore degli attori inizia a crescere.

Davide Dalmas scritto il May 25, 2010 |

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