Fiera del Libro LGBT

Roma

Franco Buffoni
Editore: 
Guanda
Roma

L’ultima raccolta di Franco Buffoni nasce da uno spaesamento geografico e antropologico, lo spaesamento con cui questo «vecchio longobardo assente » narra la sua scoperta di Roma. Al pari di Penna, sceso dal cuore dell’Umbria, al pari di Pasolini, calato da Bologna e dal Friuli, lo scrittore racconta del trapianto in una capitale insieme classica e levantina, pagana e islamizzata, cristiana e consumista. Proprio seguendo quei suoi due dioscuri, egli dedicherà alla Città Eterna pagine che spaziano dall’epica sportiva allo sfruttamento lavorativo, dalla rivendicazione dell’amore omosessuale alla meditazione artistica (come nel bel capitolo sulla pittura caravaggesca).
Ecco allora che al senso del peccato predicato dalla Chiesa si oppone il sogno di una Grecia «troppo lontana», e mentre «disorganizzata pulsa Roma anonima», «Roma di corsa, Roma disperata», si compie un’ideale, profana staffetta fra passato e presente, con l’opus alexandrinum tramutato nell’opus novum «di un odierno / evasore totale». Erano tante Rome, recita una sezione del volume. E l’Urbe in effetti si presenta al contempo come tragico scenario della lotta partigiana (dall’Ardeatina a via Rasella), dolente teatro di umilissime vite (fra extracomunitari, anziane rapinate, emarginati, colf), o infine plaga «desertica» (quale si mostra allo sguardo di un Leopardi suddito pontificio nichilista e dissidente). Del resto, conclude Buffoni, dove altro se non qui le campane delle basiliche arrivano a risuonare «anche in cripta di banca»?

Dicono di Bookout...

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