Fiera del Libro LGBT

Stop Movie

L'ingrato compito di vivere al passato
Cristina Zanetti
Editore: 
Cicero Editore
Stop Movie

La fine può essere un nuovo inizio. La morte della madre, incipit del romanzo, separa con un segno netto il tempo del prima e del dopo. È finito il lungo, faticoso, claustrofobico percorso familiare e può finalmente iniziare la nuova vita della protago- nista per uscire dalla Palude, raggiungere la Foce, correre sull’Onda. Destinazione? Ignota. Non importa la meta, quello che conta è il viaggio.
Di lei sappiamo tutto, ma non conosciamo il nome, insignificante in realtà, perché non è la sola al mondo ad avere accumulato strati di dolore. Si rac- conta concentrata, attenta a non commettere erro- ri, esaminando e “dissezionando” le anime e i corpi degli altri, tanto che le sfugge l’ossessiva attenzione verso se stessa. Si percepisce come paradigma dell’errore umano, è oppressa da un sentimento di inadeguatezza, di non riuscire ad accettare la privazione originale, non essere stata amata, e dunque cerca nelle vite degli altri innanzi- tutto le certezze che non trova in sé.
È qui che avviene il cortocircuito: nella differenza di tensione tra la propria vita interiore – impotente, ma al tempo stesso vitale e inespressa – e il gran- de mare della vita, dove gli altri sembrano saper nuotare.
La madre (feroce e ancestrale genitrice), il padre (grigio testimone), Marina (potenza solare della vita), Gioia (la sorella-coscienza), Virginia (un’ipote- si temeraria): attrici e attori entrano ed escono dalla scena in un fluire della narrazione pervasa da una faticosa sofferenza, ma anche da una scatena- ta autoironia, che ci accompagna senza farci distrarre in un lungo processo di rinascita.
Una rinascita che la porta prima di tutto a rincorre- re la propria identità: dopo un passato eterosessua- le scopre la sua dimensione che, di lì in avanti, la prende totalmente: incrocia la sua vita e il suo impegno con l’universo di sole donne cui si sente, finalmente, di appartenere.
Ma a un certo punto tutto le crolla addosso: la nuova vita, che aveva così tenacemente costruito, perde di senso e la nuova sconfitta si materializza nella fine dell’amore.
Senza Marina, la sua nuova nutrice, che le aveva consentito di aprirsi alla vita, ora deve spingersi al largo da sola. Le probabilità che ha di cavarsela equivalgono a premere lo stop. Fermare per sempre il film che la sua memoria continua a girare, scena dopo scena.

Dicono di Bookout...

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