Fiera del Libro LGBT

Identità in azione: le mobilitazioni omosessuali in una prospettiva sociologica

Pasquale Quaranta

Nell’introduzione l’Autore mostra come le mobilitazioni omosessuali siano fenomeni che contengono molti temi al centro del dibattito sociologico, come il rapporto tra processo dell’identità e soggetto dell’azione, o la ricerca sui movimenti sociali, sul collective behaviour e sul significato delle differenze nella pluralizzazione della sfera pubblica.
Identità, azione collettiva e sfera pubblica costituiscono gli strumenti interpretativi in cui il Gay Pride di Padova del 2002 rappresenta un case-study: come si costruisce un’identità quando essa è la posta in gioco contesa tra attori appartenenti a diversi schieramenti? Come si ristruttura la sfera pubblica in presenza delle richieste di riconoscimento di una differenza?
L’A. interpreta l’azione collettiva dal punto di vista dei meccanismi che regolano il processo di definizione del sistema di alleanze/contrapposizioni da cui dipendono le definizioni dell’identità (Noi) attraverso la differenziazione da un’alterità (Altro) e individua tre assi portanti che orientano le condotte degli attori e la produzione simbolica conseguente: la logica identitaria, la logica dello scambio, la logica di potere.
Nella strutturazione delle interazioni e delle cornici di senso (frames) i mass media hanno un ruolo rilevante come opportunità di mobilitazione o di visibilità dell’azione degli attori facilitando in tal modo la loro azione in relazione agli obiettivi della protesta.
Definendo i termini utilizzati e distinguendo in tal modo i concetti di azione collettiva, comportamento collettivo, movimento, mobilitazione, lotta o protesta (p. 14-15), l’A. analizza le prospettive teoriche (cap. 1), i principali orientamenti dell’analisi simbolica dei movimenti e gli strumenti concettuali adottati (cap. 2), alcuni aspetti utili per contestualizzare il PadovaPride2002 (cap. 3) senza tacere sulla frammentazione dell’area di movimento omosessuale, infine la flessibilità e la non linearità delle alleanze e delle contrapposizioni (cap. 4).
Uno studio che mette in luce la complessità e la eterogeneità sia delle richieste di riconoscimento poste in essere dalle persone omosessuali e transessuali, sia delle argomentazioni addotte dai vari attori per raggiungere i propri obiettivi, e che spiega come nessun attore possa esercitare un ruolo di controllo esclusivo sul sistema di coalizioni e dissensi, nemmeno i media.
Nelle conclusioni vengono riprese le tre logiche accennate in apertura, ovvero a) l’identificazione dell’avversario contro cui mobilitarsi che non è semplicemente un prerequisito ma costituisce anche un obiettivo da raggiungere attraverso la mobilitazione stessa; b) la ricerca di consenso esterno e interno proposta a scapito di quella degli attori cui ci si contrappone, logica che l’A. definisce dello scambio nella misura in cui la reciprocità è legata al calcolo razionale dei benefici; c) i modi in cui ciascun attore cerca di riprodurre se stesso e la sua capacità di azione in relazione ai conflitti che vengono di volta in volta innescati.
Restano aperte alcune domande: in che modo e fino a che punto i frames si impongono agli attori che li hanno elaborati? Come si ridefiniscono i confini delle cornici interpretative che non sono, tuttavia, invalicabili? I confini possono essere un luogo di incontro con l’Altro in vista di uno scambio comunicativo fondato sulla reciprocità?

Dicono di Bookout...

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